E-commerce: come iniziare

Con il passare del tempo e l’avanzare delle tecnologie, sempre più spesso si sente parlare di e-commerce, ma quanto ne sappiamo davvero? L’e-commerce è un argomento vasto e complesso, specialmente dal punto di vista fiscale e contabile. Cercheremo di capirci qualcosa prendendo la materia a piccole dosi. Oggi voglio introdurvi all’argomento, dandovi delle definizioni e delle classificazioni e spiegando come si può aprire un’attività di e-commerce. Iniziamo.

Che cos’é l’e-commerce?

Per e-commerce si intende qualsiasi tipo di attività commerciale o di supporto a tale attività, che viene effettuata attraverso i canali telematici: commercializzazione di beni e di servizi, distribuzione dei prodotti in formato digitale, operazioni finanziarie… Si tratta, quindi, di scambi commerciali che avvengono attraverso l’economia digitale, ossia attraverso dei mercati basati sulle tecnologie telematiche.

I diversi tipi di e-commerce

L’e-commerce si può dividere in diretto e indiretto oppure in B2B e B2C. Iniziamo ad approfondire quest’ultimo:

  • e-commerce B2B (Business to Business), è lo scambio commerciale telematico che avviene tra due titolari di Partita Iva (aziende, professionisti, società…);
  • e-commerce B2C (Business to Consumer), è lo scambio commerciale telematico tra un possessore di Partita Iva e un consumatore finale.

Questa distinzione sarà importante per capire l’imponibilità IVA di alcune transazioni. Ma un’altra distinzione fiscalmente rilevante è quella tra:

  • e-commerce indiretto, ovvero quando i beni materiali vengono venduti tramite una piattaforma telematica, ma la consegna del bene avviene fisicamente (trattasi di cessione di beni ai fin IVA);
  • e-commerce diretto, ovvero quando attraverso il web vengono forniti dei beni virtuali, perciò tutte le fasi avvengono online e mai fisicamente (trattasi di prestazione di servizi ai fini IVA).

Vendere online con o senza Partita Iva?

Innanzi tutto bisogna abbandonare la convinzione che su siti di marketplace some EBay, Kijiji, Amazon o Subito.it si può mettere in vendita quello che si vuole senza bisogno di aprire Partita Iva.

Si può vendere sul web senza bisogno di adempiere a questa incombenza, solo se l’attività commerciale è “occasionale”. L’occasionalità della vendita non è data dal superamento di soglie e/o tetti massimi prestabiliti, bensì dal modo in cui viene svolta. Se, ad esempio, vogliamo vendere la nostra lavastoviglie usata su di un piattaforma che lo permette, sicuramente si tratterà di un’attività occasionale e pertanto non sarà necessario avere la Partita Iva (in ogni caso bisognerà denunciarne i ricavi in dichiarazione dei redditi).

La stessa cosa vale, ovviamente, per le prestazioni di servizi. L’ultima definizione di prestazione occasionale che troviamo nella legislazione italiana è quella contenuta nel JobsAct, il quale dice che è un lavoratore occasionale “…chi, dietro corrispettivo, compie un’opera o un servizio con lavoro proprio, senza vincolo di subordinazione ne potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale.” Se non si rispettano questi parametri per la prestazione di servizi e/o se la vendita di beni diventa una vera e propria attività principale e non solo uno “sbarazzarsi” di cose vecchie, allora bisognerà aprire la Partita Iva.

Come aprire Partita Iva per svolgere e-commerce

Innanzi tutto è più che consigliato trovare un buon professionista abilitato, che sia in grado di espletare tutte le pratiche necessarie. La prima cosa da fare e discutere con il professionista scelto della forma giuridica più adatta per la proprio attività e del regime fiscale più appropriato, dopodiché verranno eseguite le seguenti pratiche:

  1. Comunicazione all’Agenzia delle Entrate per l’apertura della Partita Iva, indicando come codice attività “ATECO 47.91.10 – Commercio al dettaglio di qualsiasi prodotto effettuato via internet”;
  2. Comunicazione al SUAP del comune in cui si trova la sede legale dell’attività, dell’inizio della stessa, attraverso il modello SCIA;
  3. Iscrizione al Registro Imprese dell’attività commerciale;
  4. Iscrizione alla gestione commercianti INPS con apertura della posizione previdenziale.

Queste pratiche, oltre all’onorario del professionista, prevedono il pagamento di:

  • diritti di segreteria del comune;
  • bolli e diritti per la pratica al registro imprese;
  • diritto camerale annuale alla Camera di Commercio competente.

Per avere un’idea degli gli onorari per l’apertura e la tenuta della contabilità, potete visionare la mia pagina onorari o, se volete un preventivo più preciso, potete contattarmi cliccando qui.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.