Il modello CUPE

Entro il 31 Marzo 2018 i soggetti che hanno corrisposto utili e/o proventi equiparati, dovranno rilasciare ai percettori il modello CUPE (Certificazione Utili e Proventi Equiparati).

I soggetti obbligati

Il CUPE va rilasciato ai soggetti residenti in Italia che hanno percepito utili e/o proventi equiparati, da parte di:

  • soggetti IRES che nel 2017 hanno corrisposto degli utili;
  • soggetti che nel 2017 hanno corrisposto proventi equiparati agli utili, come proventi derivanti da strumenti finanziari assimilati alle azioni, proventi derivanti da contratti di associazione in partecipazione o di cointeressenza (ad esclusione di quelli con apporto di solo lavoro) e interessi riqualificati come i dividendi;
  • soggetti che nel 2017, in qualità di associanti, hanno corrisposto somme all’associato in relazione ad un contratto di associazione in partecipazione con apporto di capitale o misto.

La certificazione può essere rilasciata anche ad un percettore non residente, relativamente agli utili e/o proventi equiparati assoggettati a ritenuta, al fine di consentire allo stesso di recuperare, nel proprio Stato di residenza, il credito relativo alle imposte pagate in Italia.

Oggetto della certificazione

Vanno certificati tutti gli utili e i proventi equiparati (soggetti o no a ritenuta d’acconto), riserve di capitale e di utili. Non sono invece oggetto di certificazione gli utili e i proventi equiparati che scontano un’imposta sostitutiva o una ritenuta a titolo definitivo.

Stando  a quanto sopra detto, si può dire che sono sicuramente oggetto di certificazione:

  • per le persone fisiche (privati), gli utili e i proventi derivanti da partecipazioni (o da contratto di associazione in partecipazione) qualificate;
  • per le ditte individuali, società ed enti, gli utili e i proventi derivanti sia da partecipazioni (o contratti di associazione in partecipazione) qualificate che non qualificate.

Si ricorda che una partecipazione si definisce qualificata, se rappresenta una percentuale pari o inferiore al 20% (o 2% per le società quotate) dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria ovvero pari o inferiore al 25% (o 5% per le società quotate) del capitale sociale. Si ricorda, inoltre, che un contratto di associazione in partecipazione si definisce qualificato, quando l’apporto è superiore al 25% rispetto al patrimonio dell’associante risultante dall’ultimo bilancio approvato anteriormente alla stipula del contratto.

Il modello CUPE e le novità

Il modello CUPE è così composto:

  • un riquadro iniziale riservato ai dati del soggetto che rilascia la certificazione;
  • la Sezione I riservata ai dati del soggetto emittente;
  • la Sezione II riservata ai dati dell’intermediario non residente;
  • la Sezione III riservata ai dati del percettore;
  • la Sezione IV riservata agli importi degli utili e/o dei proventi equiparati corrisposti.

NB: la certificazione può essere predisposta anche utilizzando un formato diverso rispetto al modello ufficiale, a condizione che i dati siano esposti rispettando la sequenza, la denominazione e l’indicazione del numero progressivo dei campi previsti nel modello standard.

E’ importante evidenziare che, se per lo stesso soggetto devono essere certificati sia utili che uno o più proventi equiparati, vanno rilasciate distinte certificazioni.

Nel nuovo modello sono stati introdotti dei campi per poter inserire gli utili e/o i proventi equiparati prodotti a partire dal 01.01.2017, i quali sono soggetti alla nuova percentuale di tassazione. Infatti, con il DM 26.5.2017, è stata aumentata dal 49,72% al 58,14%, la percentuale di concorrenza al reddito complessivo degli utili derivanti da partecipazioni:

  • qualificate, NON detenute nell’esercizio d’impresa;
  • qualificate e non qualificate, detenute nell’esercizio d’impresa.

Va evidenziato che il citato DM non ha modificato la percentuale di esenzione dei dividendi percepiti da società di capitali che detengono partecipazioni in altre società di capitali, fissata al 95% del relativo ammontare.

Si ricorda, infine, che la Finanziaria 2018 ha equiparato la tassazione dei dividendi e delle plusvalenze derivanti da partecipazioni qualificate, a quella prevista per le partecipazioni non qualificate, con conseguente assoggettamento alla ritenuta a titolo d’acconto o definitivo del 26%: tale equiparazione è applicabile agli utili prodotti a partire dal 2018, pertanto gli utili prodotti fino al 2017 e distribuiti dall’1.1.2018 ai soci persone fisiche “private” che detengono partecipazioni qualificate, risultano applicabili le percentuali di concorrenza al reddito complessivo del DM 26.5.2017.

 

Se volete maggiori informazioni o avete bisogno di una consulenza, compilate il modello qui sotto, vi risponderò nel più breve tempo possibile.

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