Nuovo regime IRI

In questo articolo approfondiremo insieme il nuovo regime IRI o Imposta sul Reddito Imprenditoriale.

Che cos’è l’IRI?

L’IRI o Imposta sul Reddito Imprenditoriale, è un’imposta sostitutiva secca per la tassazione del reddito d’impresa delle persone fisiche. E’ un regime opzionale (non obbligatorio) introdotto dalla Legge di Stabilità, che applica un’unica aliquota per l’imposizione del reddito.

Chi può optare per l’IRI?

Possono optare per questo nuovo regime gli imprenditori individuali e le società di persone, a patto che adottino o abbiano già adottato la contabilità ordinaria. (Per vedere di cosa si tratta e come fare clicca qui).  Si può applicare anche alle società di capitali  che sono in possesso dei requisiti per l’opzione alla trasparenza fiscale, ma che non vi hanno optato. (Per saperne di più sul regime della trasparenza fiscale clicca qui).

Base Imponibile IRI

La base imponibile si calcola applicando le norme del Titolo I-Capo VI del TUIR. Al risultato verranno sottratte le somme di utile erogate ai soci o prelevate dal titolare dell’impresa. Il reddito così ottenuto non concorrerà più alla formazione del reddito complessivo della persona fisica, ma rimarrà reddito d’impresa tassato separatamente. Dato che si tratta di un’imposta sostitutiva, eventuali oneri deducibili non potranno essere sottratti alla base imponibile ed eventuali oneri detraibili non potranno essere sottratti all’imposta finale.

Aliquota IRI

La tassazione avviene applicando alla base imponibile l’imposta fissa del 24%. Sulla stessa base imponibile, non verranno calcolate le addizionali regionali e comunali. L’imposta, come già accennato nel paragrafo precedente, non sarà applicata al reddito totale, ma solo al reddito d’impresa “mantenuto” all’interno della stessa. Cerchiamo di comprendere meglio.

Trattamento degli utili prelevati

Gli utili ritirati dall’imprenditore o dai soci, fanno sempre parte del reddito d’impresa, ma scontano l’imposta a scaglioni classica dell’IRPEF. Le somme prelevate, in un certo senso, sono “deducibili” dalla base imponibile IRI, nel limite dell’utile dell’esercizio e delle riserve di utili dell’esercizio. Perciò, ricapitolando, bisognerà determinare il reddito d’impresa normalmente secondo il TUIR e successivamente dedurre le somme di reddito prelevate dal titolare o dai soci.

Trattamento delle perdite

Le perdite maturate durante il periodo di applicazione del regime fiscale IRI, possono essere portate in diminuzione del reddito nei periodi d’imposta successivi, senza limiti di tempo, per l’intero importo  che trova capienza in ogni esercizio. Il che significa che la perdita può essere portata in diminuzione per l’intero importo dell’IRI dell’esercizio e, se avanza ancora della perdita, la si può riportare negli esercizi successivi. Le perdite maturate durante il periodo di applicazione dell’IRI possono essere conseguite direttamente con l’esercizio dell’attività (quindi con un reddito d’impresa negativo) oppure da un’eccedenza di prelievi durante l’esercizio rispetto all’utile finale.

Come si opta per l’IRI?

Per effettuare l’opzione all’IRI, bisogna manifestarne la volontà in sede di dichiarazione dei redditi: per i redditi del 2017, l’opzione deve essere esercitata nel Modello UNICO 2018. L’opzione ha durata quinquennale e si può rinnovare.

Convenienza del regime IRI

Stando a fin quanto qui esposto, è ovvio che meno utili verranno prelevati, maggiore sarà il risparmio. Bisogna tenere conto del fatto che, dato che si tratta di un’imposta sostitutiva, non si possono sottrarre gli oneri deducibili e detraibili, pertanto, questo regime diventerà più conveniente per le attività che hanno pochi costi da dedurre e/o detrarre. Essendo un regime di durata quinquennale, bisognerà riflettere molto bene prima di decidere di applicarlo, in quanto si deve pensare che per 5 anni bisognerà fare meno prelievi possibili.

Se avete dei dubbi o volete maggiori informazioni su questo particolare regime, non esitate a contattarmi cliccando qui.

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