Regime di Trasparenza Fiscale delle Società

La trasparenza fiscale, regolata dagli articoli 115 e 116 del TUIR, non è altro che il “trasferimento” dell’imposta della società ai singoli soci che la compongono. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Che cos’è la trasparenza fiscale

In sostanza con l’opzione per la trasparenza fiscale, gli utili conseguiti dalla società di vengono imputati direttamente ai soci, in proporzione alla quota di partecipazione. In questo modo non sarà più la società a versare l’IRES, ma saranno i singoli soci a versare l’IRPEF a seconda della loro quota di partecipazione. Ovviamente questo implica che ci siano dei casi in cui questo regime risulta più vantaggioso e casi in cui, invece, è meglio non adottarlo. Analizziamo prima nel dettaglio come aderire al regime e quali sono i requisiti e successivamente vedremo vantaggi e svantaggi dello stesso.

Modalità e termini per l’adesione

Per aderire al regime di trasparenza fiscale, bisogna esercitare l’opzione entro la scadenza per l’invio della dichiarazione dei redditi e sarà valida per l’anno in corso e i successivi due. Quindi se eserciterò l’opzione entro il 30 settembre 2018, essa sarà valida per il triennio 2018-2019-2020. I soci dovranno comunicare la volontà di aderire al regime tramite una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, che deve essere inviata da ogni singolo socio alla società. Dopo aver raccolto il consenso di tutti i soci, la società dovrà compilare e inviare l’apposito modello messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito (clicca qui per visionare modello e istruzioni per la compilazione). Ma vediamo quali sono i requisiti per accedere a questo regime fiscale.

Requisiti di accesso al regime della trasparenza

L’articolo 115 del TUIR disciplina la c.d. “grande” trasparenza fiscale, ossia la trasparenza fiscale applicata nel caso in cui i soci della società siano altre società. Lo stesso articolo dice che:

  • i soci devono necessariamente essere delle società;
  • i soci devono avere una percentuale di partecipazione agli utili non inferiore al 10% e non superiore al 50%;
  • i soci devono avere una percentuale di partecipazione che gli consenta il voto in assemblea.

L’articolo 116 del TUIR, invece, disciplina la c.d. “piccola” trasparenza fiscale, ossia il regime di trasparenza applicato nel caso in cui i soci della società siano persone fisiche. Lo stesso articolo impone che, per poter esercitare l’opzione:

  • il numero totale dei soci non sia superiore a 10;
  • l’ammontare dei ricavi non superi il limite previsto per l’applicazione degli studi di settore (anche nel caso in cui l’attività svolta dalla società sia esentata dagli stessi);
  • non ci sia alcun limite di percentuale di partecipazione, di conseguenza, possono aderire anche le srl unipersonali.

Esistono poi dei requisiti validi per entrambe le fattispecie:

  • ci sia il consenso di TUTTI i soci;
  • i soci non fruiscano già di un’agevolazione sull’aliquota IRES;
  • i soci non residenti in Italia non abbiano la ritenuta alla fonte obbligatoria per gli utili distribuiti;
  • la società partecipata non eserciti già l’opzione per il consolidato;
  • la società partecipata non abbia emesso strumenti finanziari di cui all’art. 2346 CC ultimo comma;
  • la società partecipata non sia assoggettata a procedure concorsuali.

Vantaggi e svantaggi

Vediamo ora chi sarebbe avvantaggiato dall’utilizzo di questo regime e chi no.

La trasparenza fiscale è vantaggiosa:

  • ovviamente, se i soci hanno un’aliquota marginale IRPEF minore dell’aliquota IRES (che è al 27,50%);
  • perché si evita la doppia imposizione al momento della distribuzione degli utili;
  • quando l’utile fiscale e l’utile contabile sono molto simili, ovvero quando la società ha pochi costi indeducibili;
  • perché dato che la tassazione viene “trasferita” dalla società ai soci, si elimina la tassazione IRES dal bilancio, facendo risultare un utile più alto che può migliorare gli indici reddituali e finanziari.

La trasparenza fiscale è, invece, svantaggiosa:

  • perchè sono i singoli soci a versare l’imposta, anche senza aver ricevuto alcun dividendo, quindi devono pianificare bene le loro risorse;
  • dato che sono i singoli soci a versare l’imposta, essi diventano, per essa, illimitatamente e solidalmente responsabili;
  • se c’è un elevata percentuale di costi indeducibili, dato che il regime è valido solo per l’IRES e non per l’IRAP.

Se volete approfondire l’argomento o avete dubbi e domande in merito, non esitate a contattarmi cliccando qui.

 

 

 

2 Replies to “Regime di Trasparenza Fiscale delle Società”

  1. Buongiorno mi chiamo Federico Davoli, mi complimento per la qualità dell’articolo.
    Ci tengo solo ad una piccola precisazione. all’inizio del documento c’è il rimando normativo agli art. 155 e 116 tuir, quando in verità sono gli articoli 115 e 116 tuir. solo un piccolo errore di battitura evidentemente.

    saluti

  2. Chiedo scusa per la poca celerità nel rispondere. La ringrazio per la segnalazione del refuso. Grazie per aver letto ed apprezzato l’articolo.
    Saluti

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